Parco Astronomico GAL Hassin di Isnello (Palermo)

Il turismo astronomico guadagna consensi, intercettando un numero sempre più alto di persone. In questo ambito si offre all’interesse degli utenti, come stella emergente, il Parco Astronomico GAL Hassin, a Isnello (PA).

Nel piccolo paese siciliano si respira un’atmosfera magica, che inebria il cuore dei visitatori, rapiti dal senso di profonda meraviglia infuso con presa perenne dai suggestivi scenari. Le montagne ricche di vegetazione sono una culla dove il centro urbano si pone come una gemma, tra l’azzurro del cielo e il verde delle piante. Il semplice tessuto espressivo è il punto di congiunzione con la natura che lo abbraccia: una cornice ideale per il benessere dei sensi, dove il gusto della contemplazione recupera un ruolo di primo piano. Niente di meglio per ammirare le bellezze dell’universo! Qui nascerà un osservatorio astronomico di altissimo pregio. L’attenzione della comunità scientifica internazionale conferma il valore del progetto.

Anche la NASA guarda con interesse alle opzioni di ricerca rese possibili dalla collocazione del telescopio “a grande campo” della classe di un metro, campo osservabile 10 gradi quadri, spazio in cui entra per dieci volte il diametro della luna piena. Uno strumento di forte innovazione con il quale si potranno avviare attività avanzate in vari campi dell’astronomia. Al momento non esistono strutture paragonabili in Europa. Difficile ipotizzarne altre a breve: un punto di orgoglio per la Sicilia, la cui immagine trarrà beneficio da un simile gioiello, perla brillante di un complesso impreziosito da un planetario, con capienza di 75 posti, a ridosso del nucleo urbano. Un’opera, quest’ultima, che si offre allo sguardo con note di grande fascino.

A valorizzarla ulteriormente provvede la tela ambientale dove le sue alchimie vanno ad esprimersi. La cupola di 10 metri, con sistema di proiezione digitale e opto-meccanico, si adagia morbidamente nello sfondo, di cui cattura la gentile eleganza. Una delle esperienze più belle è il godimento della sfera celeste sulla volta dell’edificio, comodamente seduti su poltrone reclinabili, con una base musicale a decorare le scene, di taglio cinematografico. Qui si potranno ammirare coinvolgenti rappresentazioni del cielo, del moto dei pianeti ed altro ancora. Il pacchetto, di altissimo livello tecnologico, godedi una terrazza osservativa a copertura mobile, con 12 strumenti (fra telescopi e binocoli) connessi ai computer, nell’ambito del complesso destinato alla didattica e alla divulgazione delle scienze astronomiche, in via di ultimazione.

L’impianto si gioverà nella sua trama della presenza di un radiotelescopio, con parabola da 2.3 metri di diametro, completo di sistema di ricezione ed elaborazione dati, con copertura emisferica di protezione. Prevista anche una struttura museale con aule, per una fruizione di tipo “interattivo” mediante exhibit. Nel laboratorio solare, tramite un eliostato, si potrà proiettare su uno schermo il disco solare per la sua analisi. Altre letture saranno rese possibili dallo spettrografo. Molto interessante il laboratorio astronomico all’aperto, con orologi solari di vario tipo, plinto di Tolomeo, meridiana equatoriale, cerchio di Ipparco, rosa dei venti, grandezze planetarie e stellari, scala del tempo, parabole acustiche, mappamondo monumentale con asse di rotazione, planisfero. Tutto questo a due passi da un paese baciato dal cielo madonita, il più bello e meno inquinato della nostra nazione. Al sito osservativo di Monte Mufara, nell’area di Piano Battaglia, spetta un primato, essendo il più alto d’Italia, con i suoi 1.865 metri. In tale contesto verrà collocata la più avanzata strumentazione astronomica, fruibile in remoto, per consentire attività a distanza, da ogni angolo del mondo. Una centrale operativa e di controllo gestirà il tutto.

I principali settori di ricerca saranno la scoperta e il monitoraggio di asteroidi pericolosi per la Terra, i cosiddetti NEO (Near Earth Objects), dove la NASA è impegnata a tutto campo; l’osservazione delle controparti ottiche di sorgenti di onde gravitazionali e neutrini che potranno essere rilevate da sistemi come VIRGO, IceCube ed altri in fase di realizzazione; lo studio dei cosiddetti gamma-ray e x-ray burst; la scoperta e l’osservazione di pianeti extrasolari. Enorme la valenza scientifica dell’opera. Il prezioso coinvolgimento dell’INAF e l’attenzione dell’ESA lo confermano. Del Parco Astronomico delle Madonie, in tempi recenti, ha avuto una percezione molto positiva il prof. George Fitzgerald Smoot, Premio Nobel per la Fisica 2006. Spostando l’obiettivo sul grande pubblico, la meta di pellegrinaggio principale sarà il planetario. Una visita si impone, per vivere una trama di emozioni nel segno della bellezza, che va oltre il godimento del complesso scientifico e della sua batteria di strumenti. Isnello è infatti un paese delizioso.

Questo gioiello, incastonato fra superbi rilievi che dipingono un quadro denso di poesia, sorge nel cuore delle Madonie, in una valle a circa 550 metri sul livello del mare. I suggestivi scorci e i magnifici scenari naturali che animano ogni angolo lo fanno somigliare a un presepe. La morfologia del tessuto urbano, i delicati giochi architettonici e l’incanto dei fiori che adornano le vie del centro storico regalano sensazioni indimenticabili. Il territorio è popolato da rigogliosi boschi secolari ricchi di pini, faggi, frassini, aceri, peri e pomi selvatici, olmi e querce. Fra le ricchezze: i resti dell’antico castello; le numerose chiese, edificate con il contributo dei residenti; le montagne; le attività artigianali, tra le quali il rinomato “filet”, un tipo di ricamo su rete eseguito con aghi e modano, per creare “reti d’amore”, offerte al piacere del pubblico in un museo del viale Vincenzo Impellitteri, dedicato a un illustre cittadino eletto sindaco di New York all’inizio degli anni ’50.

Da segnalare la presenza a Isnello della grotta Abisso del Vento, in località Balatelli. Questa cavità carsica, riservata agli specialisti, deve il suo nome alle forti correnti d’aria che si percepiscono all’ingresso, frutto dei cambi di pressione. Il fitto reticolo di pozzi e gallerie offre agli occhi degli speleologi un meraviglioso assortimento di stalattiti e stalagmiti che spaziano dal bianco al rosso, in un caleidoscopio di cromatismi di sublime seduzione. Spesso le concrezioni si toccano, creando maestose colonne. Alcuni laghetti di acqua limpidissima e gelida completano il quadro, consegnando ai visitatori un bombardamento di stimoli sensoriali indimenticabili. Si può dire che a Isnello la natura è stata molto generosa, dagli ambienti ipogei ai confini esplorabili dell’universo, passando dal superbo paesaggio, per consegnare emozioni stellari su tutti i fronti (giusto per restare in tema).

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